Un mese su un'isola tropicale in Thailandia
Il segreto si chiama Workaway. Workaway come anche Worldpackers, sono piattaforme che permettono ai viaggiatori di trovare esperienze di volontariato in tutto il mondo. In cambio di qualche ora di aiuto al giorno, si ricevono spesso vitto e alloggio gratuiti. Un modo intelligente per viaggiare a lungo termine con un budget limitato, ma soprattutto un’opportunità per vivere davvero un luogo, entrando in contatto con la sua comunità.
Di che esperienza si trattava?
Il nostro arrivo in paradiso
Più di 24 ore di viaggio, quasi senza dormire. Dopo pochi minuti di cammino dal porto siamo finalmente arrivati al Blessings Home & Café, il luogo che avrebbe dovuto ospitarci per dieci giorni. Sì, perché inizialmente il nostro soggiorno doveva durare solo dieci giorni.
La nostra nuova quotidianità
Connessioni profonde
Perché siamo rimasti un mese invece di 10 giorni?
Quanto ci è costato vivere un mese su un’isola tropicale?
I costi principali sono stati questi:
- Scooter: indispensabile per muoversi sull’isola, ci è costato circa 130€ di noleggio per un mese.
- Benzina: con prezzi tra i 40 e i 55 THB al litro (circa 1,00-1,40 €).
- Cibo: colazione a base di yogurt, frutta tropicale freschissima e ingredienti locali a prezzi davvero bassi. Ogni tanto ci concedevamo anche qualche extra, come una cena cucinata da noi con la pasta acquistata in un supermercato sorprendentemente fornito, dove si trovavano prodotti internazionali come pasta Rummo, passata Mutti e altri prodotti italiani.
- Momenti di svago nei giorni liberi: una pizza fuori, qualche aperitivo, drink a base di cocco fresco o pranzi occasionali non inclusi nel programma.
Se viaggiare significasse anche fermarsi?
‘È un autunno diverso, tropicale, in questa parte del mondo.
Siamo arrivati su quest’isola dopo quattro mesi ininterrotti di viaggio in Asia. Per la prima volta ci siamo fermati. Davvero.
L’oceano ha calmato ciò che era agitato, con un ritmo morbido che profuma di frangipane. La quotidianità ha rifatto capolino, con quella consapevolezza tanto cercata nel caos. Frenetico, sempre in movimento.
Ha un sapore più dolce adesso, come il mango maturo e il cocco fresco.
Un nuovo inizio, diverso. Non esplosivo. Perché a volte gli inizi sono quieti, come una brezza leggera che ti sfiora la pelle senza farsi notare, e solo col tempo ti accorgi che hai già iniziato un nuovo cammino.
La bellezza richiede pazienza. Ogni piccolo passo, ogni alba che nasce e ogni tramonto che si dissolve all’orizzonte fanno parte di un nuovo inizio.
La luna, nel frattempo, ci ricorda ogni sera che anche la fine può essere piena di bellezza. Un calore misto a una lieve malinconia.
E mentre il sole si spegne e lei sorge, ci accorgiamo che questo periodo su quest’isola è diventato più di una semplice tappa sulla lista dei desideri: è stato l’inizio di qualcosa di nuovo. Un percorso che cresce lentamente, con calma e cura.’
