Attraversare il Vietnam in moto: il viaggio on the road più folle in Asia

Vietnam

Se qualcuno ci avesse detto che avremmo attraversato quasi tutto il Vietnam in sella a una moto, anzi a un motorino, probabilmente non ci avremmo mai creduto. E invece è successo.

 

Il nostro primo impatto con il Vietnam non è stato dei migliori. Dopo oltre 24 ore di autobus dal Laos siamo arrivati ad Hanoi stanchi, confusi e completamente travolti dal caos della città.

Dopo settimane trascorse tra i ritmi lenti del Laos e della Thailandia del Nord, Hanoi ci sembrava un altro pianeta. Migliaia di motorini invadevano le strade trasportando qualsiasi cosa immaginabile. Intere famiglie, scatoloni, gabbie di polli, frigoriferi e perfino materassi.

Attraversare la strada era un’esperienza a metà tra un atto di fede e uno sport estremo. I motorini arrivavano da ogni direzione e l’unico modo per sopravvivere sembrava essere camminare lentamente e lasciare che il traffico scorresse intorno a noi.

Ed è stata proprio questa la prima lezione che il Vietnam ci ha insegnato: smettere di opporsi al flusso e imparare a seguirlo. 

Follow the flow.

Mentre cercavamo di abituarci a quel caos apparentemente senza regole, un’idea continuava a tornare nella nostra testa.

Vietnam
Un’idea che ci accompagnava già da mesi, ancora prima che iniziassimo il viaggio, attraversare il Vietnam in moto.
Dal nord del Paese fino a Ho Chi Minh City, attraversando montagne, villaggi, città, risaie e coste: uno dei viaggi on the road più spettacolari del Sud-est asiatico.

Era uno di quei sogni che sembrano semplici quando li racconti, ma che fanno paura quando arrivano davvero. Perché una cosa è immaginarsi in viaggio su una moto tra le montagne vietnamite. Un’altra è essere davvero ad Hanoi, circondati da milioni di motorini, e rendersi conto che tra poco potresti essere uno di loro.

Abbiamo cercato mille motivi per non farlo. Era troppo lungo. Troppo impegnativo. Troppo rischioso. Troppo fuori dalla nostra zona di comfort.

Poi ci siamo ricordati che il motivo per cui eravamo partiti era per vivere esperienze fuori dall’ordinario. Così abbiamo deciso di provarci.

Dopo qualche giorno ad Hanoi siamo saliti verso Sapa, nel nord del Paese, per rallentare e perderci tra le spettacolari risaie terrazzate della regione. E poi, una volta tornati ad Hanoi, abbiamo iniziato a cercare un mezzo.

Da quel momento è iniziata una delle avventure più intense, imprevedibili e indimenticabili del nostro viaggio in Asia.

In questo articolo troverai il racconto della nostra esperienza e tutte le informazioni utili per organizzare un viaggio on the road in Vietnam.

In questo articolo

Acquistare una moto in Vietnam

Abbiamo acquistato il nostro mezzo ad Hanoi, tramite un rivenditore trovato online attraverso un altro content creator di viaggio.

Il mercato delle moto usate per backpacker è piuttosto comune in città: si compra facilmente e si rivende altrettanto facilmente a fine viaggio.

Il nostro budget era limitato, quindi abbiamo scelto una moto piccola ma affidabile. L’idea non era la velocità, ma la possibilità di arrivare fino a sud senza problemi.

Una volta trovato il mezzo, abbiamo pagato in contanti e ricevuto la cosiddetta blue card, il documento di proprietà del veicolo.

Per l’assicurazione ci era stato detto che non fosse obbligatoria, e infatti molti viaggiatori viaggiano senza. In ogni caso, è possibile richiederla in città a costi molto bassi per chi vuole sentirsi più tranquillo.

Guidare in Vietnam: cosa sapere

Le regole per guidare in Vietnam sono spesso confuse e interpretate in modo diverso.

Le leggi attuali richiedono la patente internazionale (Convenzione di Vienna) e, in teoria anche la conversione della patente in quella locale.
Nella pratica, molti viaggiatori guidano senza conversione, ma con patente internazionale.

La polizia può effettuare controlli lungo le strade e, a seconda dei casi, i documenti richiesti possono variare.

Noi abbiamo viaggiato con patente internazionale e senza problemi lungo tutto il percorso.
Il nostro consiglio è quello di avere sempre i documenti in regola (Patente Internazionale conversione Vienna), guidare con prudenza e non sottovalutare mai il traffico locale.

Per ulteriori informazioni e leggi aggiornate vi rimandiamo al sito Viaggiare Sicuri (sezione Mobilità).

Com'è viaggiare in moto in Vietnam?

Guidare in Vietnam è difficile da spiegare finché non lo si prova.

Il traffico può sembrare caotico, ma in realtà segue una sua logica interna. Tutti si muovono lentamente, osservando continuamente ciò che accade intorno.

All’inizio può spaventare, ma dopo qualche giorno si entra in un ritmo quasi naturale. Ogni giorno il paesaggio cambia tra montagne, mare, risaie, città e villaggi si alternano senza soluzione di continuità.

È uno di quei viaggi in cui il tragitto diventa più importante della destinazione stessa.

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E i bagagli?

E i bagagli?

Uno dei nostri più grandi dubbi prima di partire era come avremmo fatto con tutti i nostri zaini?
Viaggiare in moto per migliaia di chilometri significa dover ridurre tutto all’essenziale, ma noi partivamo comunque con due grossi zaini e due zaini più piccoli pieni di tecnologia, macchine fotografiche e computer. Decisamente troppo.
Per fortuna, in Vietnam molti rivenditori di moto sono abituati a questo tipo di viaggio e hanno già pensato a tutto.
È possibile infatti lasciare parte dei bagagli nei negozi dove si acquista lo scooter oppure richiedere direttamente il trasporto del bagaglio fino alla destinazione finale, una pratica molto comune tra i backpacker che attraversano il Paese da nord a sud.
Noi abbiamo deciso di ridurre gli zaini, abbiamo selezionato solo l’essenziale per il viaggio in moto e spedito uno dei due zaini grandi direttamente a Ho Chi Minh City, la nostra destinazione finale.

Per sicurezza abbiamo inserito un AirTag all’interno, così da poter tracciare il bagaglio durante tutto il tragitto.

Il resto lo abbiamo distribuito tra gli zaini più piccoli, cercando di mantenere il minimo indispensabile per la vita on the road.

Sulla moto ci è stato montato un portapacchi posteriore dove fissare gli zaini. In teoria una soluzione semplice, in pratica non sempre comodissima: durante il viaggio le corde tendevano ad allentarsi e ogni tanto era necessario fermarsi per sistemare tutto.

Il sistema funziona, ma richiede pazienza. Se dovessimo dare un consiglio, sarebbe quello di far saldare un portapacchi più robusto da un meccanico locale. Con pochi euro si può costruire una struttura molto più stabile e sicura rispetto a quelle improvvisate.

In alternativa, molti viaggiatori scelgono di viaggiare con uno zaino principale spedito e un solo zaino piccolo sempre con sé: è probabilmente la soluzione più comoda per godersi davvero il viaggio senza pensieri, ma è praticabile solo quando si è da soli sullo scooter. E quindi non era il nostro caso.

La pioggia non ti ferma

In Vietnam può piovere spesso e in modo anche piuttosto intenso, ma con alcuni accorgimenti è comunque possibile continuare il proprio viaggio on the road.
Sono sicuramente indispensabili due mantelle antipioggia lunghe, capaci di coprire sia voi che gli zaini. Noi cercavamo inoltre di vestirci sempre in modo comodo e avevamo con noi giacche impermeabili da indossare all’occorrenza.
In caso di pioggia molto forte è sempre meglio fermarsi e aspettare che migliori la situazione, oppure valutare alternative come il trasporto del mezzo in treno o in autobus. Noi non ne abbiamo mai avuto bisogno, ma può essere una soluzione utile in base alle condizioni del viaggio.

Il nostro itinerario

Il nostro viaggio è iniziato ad Hanoi e si è sviluppato lentamente verso sud, senza una pianificazione troppo rigida.

Abbiamo scelto di non seguire un itinerario prestabilito, ma di lasciarci guidare dal ritmo del viaggio e dal tempo a disposizione, circa 30 giorni. L’unico punto fermo era una sosta di una decina di giorni nei dintorni di Hoi An, dove abbiamo partecipato a un’esperienza di volontariato in una fattoria.

Spostarci in moto ci ha regalato una grande libertà e ci ha permesso di scoprire luoghi che probabilmente avremmo saltato utilizzando esclusivamente i mezzi pubblici.
Lau
Anche per quanto riguarda gli alloggi abbiamo preferito mantenere la massima flessibilità. Nella maggior parte dei casi prenotavamo di volta in volta, spesso addirittura il giorno stesso. In Vietnam l’offerta di guesthouse, hotel e homestay è enorme e non abbiamo mai avuto difficoltà a trovare una sistemazione. I prezzi erano generalmente molto convenienti, tra i 6 e i 12 euro a notte per stanza o ostello in due, spesso con colazione inclusa.

Le principali tappe del nostro itinerario, partendo da Hanoi, sono state:

  • Cat Ba, l’isola che abbiamo raggiunto in traghetto;
  • Ninh Binh;
  • Phong Nha (dove siamo arrivati in un’unica giornata partendo da Ninh Binh, affrontando oltre 10 ore di viaggio. È stata probabilmente la tappa più impegnativa dell’intero percorso e, se dovessimo rifarla, spezzeremmo il tragitto in due giorni);
  • Hue;
  • Hoi An;
  • Quy Nhon;
  • Nha Trang;
  • Da Lat;
  • Ho Chi Minh City.
Questo itinerario può essere facilmente adattato in base al tempo a disposizione e agli interessi di ciascuno: aggiungendo qualche tappa intermedia, dedicando più giorni alle località preferite oppure eliminando alcune soste per chi ha meno tempo.

Costi del viaggio in moto

Uno degli aspetti più sorprendenti è stato il costo complessivo del viaggio.
La benzina in Vietnam è economica, da €0.70 a €0.90 al litro, e anche percorrendo centinaia di chilometri, il budget giornaliero rimane basso.

Le spese principali sono state comunque:

  • benzina
  • alloggi (guesthouse o homestay)
  • cibo
  • eventuali piccole riparazioni e rimbocco olio (gomme, specchietto)
  • esperienze

In generale, viaggiare in moto si è rivelato uno dei modi più economici per attraversare il Paese.

Strade, traffico e imprevisti

vietnam on the road
Le strade in Vietnam cambiano continuamente. Si passa da asfalto perfetto a strade dissestate e piene di polvere nel giro di pochi chilometri.
Il traffico nei centri urbani può essere intenso e inizialmente disorientante, ma fuori dalle città la guida diventa molto più fluida e piacevole.
Durante il viaggio può capitare di forare una gomma o avere piccoli problemi meccanici. In quasi ogni villaggio si trovano officine improvvisate dove i meccanici risolvono tutto in pochi minuti. È parte del viaggio, non un’eccezione.

Navigazione e connessione

Per orientarci durante il viaggio abbiamo utilizzato principalmente Google Maps offline, scaricando in anticipo le mappe delle aree che avremmo attraversato. Abbiamo poi acquistato una SIM locale appena arrivati ad Hanoi, scegliendo un piano Viettel da 150 GB mensili (con un limite di 5 GB al giorno) al costo di circa 6,77 €.
Avere una connessione dati affidabile si è rivelato indispensabile non solo per la navigazione, ma anche per trovare alloggi all’ultimo minuto, individuare meccanici in caso di necessità e localizzare stazioni di servizio lungo il percorso.

Cose che avremmo voluto sapere prima

Guardando indietro, ci sono alcuni aspetti a cui avremmo dedicato più attenzione prima di partire.
Scegliere con più cura lo scooter

Se dovessimo rifare questo viaggio, probabilmente dedicheremmo più tempo alla ricerca dello scooter e visiteremmo diversi rivenditori prima di acquistarlo. Noi ci siamo affidati a quello che ci sembrava il più affidabile, anche perché ci aveva assicurato che, una volta arrivati a Ho Chi Minh City, avrebbe riacquistato il mezzo per circa l’80% del prezzo pagato inizialmente.

scooter
Al momento della rivendita, però, la situazione è stata molto diversa. Il concessionario ha iniziato a evidenziare una serie di presunti difetti e disposto a ricomprarci lo scooter per non più del 50% del prezzo di acquisto. Non convinti della sua valutazione, abbiamo deciso di cercare altre soluzioni e abbiamo trascorso buona parte della giornata visitando diversi rivenditori della città. Alla fine siamo riusciti a vendere lo scooter a circa il 70% del prezzo iniziale, una cifra decisamente più in linea con le condizioni del mezzo.
Non è stato un grosso problema, ma è un aspetto che vale la pena considerare quando si acquista uno scooter con l’idea di rivenderlo a fine viaggio.
Le distanze sono più impegnative di quanto sembrino
Guardando una mappa, molte tappe possono sembrare relativamente vicine. In realtà le strade, il traffico, le pause e le condizioni meteo possono allungare notevolmente i tempi di percorrenza. Se tornassimo indietro, divideremmo alcuni trasferimenti in più giornate. È stata un’avventura affrontare certe tratte in un’unica soluzione, ma anche decisamente più stancante del previsto.
Prestare attenzione a parcheggi e aree di sosta
A Hoi An ci è capitato un episodio piuttosto curioso. Alcuni abitanti del posto ci avevano assicurato che potevamo parcheggiare tranquillamente lo scooter in una determinata area. Al nostro ritorno, però, il mezzo era sparito. Dopo qualche momento di panico abbiamo scoperto che era stato spostato e bloccato con una catena da un residente della zona, che sosteneva che dopo le 21 non fosse consentito parcheggiare lì. Per riaverlo ci è stata chiesta una somma di denaro che, dopo una buona mezz’ora di trattativa, è passata da 50.000 a 10.000 dong. Nulla di grave, ma un’esperienza che ci ha insegnato a verificare sempre le regole di sosta, soprattutto nelle zone più turistiche.
Non pianificare troppo
Uno degli aspetti più belli del viaggio è stato concederci la libertà di cambiare programma. Alcuni dei ricordi migliori non vengono dalle destinazioni più famose, ma dalle soste improvvisate in piccoli villaggi dove il turismo internazionale è ancora limitato e l’inglese è poco diffuso. Sono proprio questi incontri e queste deviazioni inaspettate ad aver reso il viaggio in scooter così speciale.

Lo rifaremmo?

Attraversare il Vietnam in moto non è stato un viaggio perfetto, lineare o sempre facile. È stato però reale.
Ed è forse proprio questo che lo rende uno di quelli che ricordiamo di più. Non ci ha semplicemente portati da nord a sud, ma ci ha costretti a vivere ogni chilometro, senza scorciatoie.
Lo rifaremmo? Probabilmente sì, ma con qualche accorgimento in più come una moto più grande e meglio equipaggiata, e soprattutto più tempo a disposizione per poter rallentare ancora di più e fermarci senza fretta lungo il percorso.